Un caso emblematico è L’infinito rivolto , brano scritto nel 2003, che ripropone e, appunto, rivolge i celebri e suggestivi versi del Poeta di Recanati, Giacomo Leopardi : questo pezzo, dal fascino inesauribile, costituisce una sorta di ponte tra passato e futuro , proprio per via dell’immortalità di questo testo, così antico eppure così contemporaneo .

In riferimento alla creazione dell’INFINITO RIVOLTO mi ricordo che un giorno camminavo per strada ed avevo appena terminato una telefonata con un cliente per problemi legati alla professione legale. In un attimo di silenzio pensai: “Eppure il naufragar mi è dolce in questo mare” è una frase potente, attuale, moderna”. Tornai a casa incuriosito di questa mia intuizione e tirai fuori un vecchio libro di letteratura liceale dove c’era una delle poesie più belle in assoluto che avessi mai letto: “L’infinito” di Giacomo Leopardi. Leggendola a primo impatto, però, era palese il linguaggio aulico caratterizzante il 1800, ma non abbandonai l’idea che tutto potesse essere ancora attuale. Ancora il concetto del gioco mi venne incontro e provai a scambiare le parole, invertirle, quasi a mischiarle come si fa con un mazzo di carte o come metterle tutte sparse dentro ad un imbuto per vedere come escono dall’altra parte. Il mio problema non era di riportare i concetti di Leopardi per semplificare il tutto e farne una canzone,. Lo scopo era quello, invece, di usare solo ed esclusivamente le sue parole mischiandole in modo tale da rendere attuale il linguaggio mantenendo però gli stessi concetti. Nacque così “L’INFINITO RIVOLTO”, una canzone moderna con le medesime parole usate dal sommo poeta circa 200 anni fa!