“Reputo la vita un gioco da affrontare seriamente. In tutto quello che faccio, che vivo e che sento cerco di trovare sempre la chiave più semplice per ottenere il miglior risultato possibile. E questa ricerca di trovare la giusta chiave in tempo reale o con la dovuta e necessaria pazienza è il gioco che mi fa tener vivo l’interesse per tutte le cose. Sono un cantautore, o meglio sono un compositore di musica e parole che poi canto ed interpreto secondo uno stile che reputo mio. Mi distacco dal termine cantautore solo perché ormai tale termine ha contrassegnato un genere di filone artistico nel quale non mi sento adeguatamente rappresentato, pur essendo la parola stessa la migliore che possa riassumere contemporaneamente tutte e attività artistiche sopra dette, in una.
Mi hanno insegnato che nella vita bisogna avere delle alternative e saper fare più mestieri. Così ho imparato a fare bene l’avvocato, il fotografo, il cuoco, il parrucchiere unisex, e sarei pure potuto diventare un calciatore (ma qui mi dilungherei troppo) se non avessi scelto di diventare, appunto, un giorno, un cantautore. La strada, nel caso degli anni, si è un po’ allungata per via di certe attese, lunghe attese … dovute a temporeggiamenti di case discografiche che alla fine concludevano che le cose erano interessanti ma “non di loro interesse”. Nel frattempo, naturalmente, per niente abbattuto di quanto quelle 6-7 teste dirigenziali-decisive avevano sentenziato su di me, continuavo a comporre e depositare i brani alla SIAE (ora siamo già a quota 101, come la famosa carica…) facendo, altrettanto naturalmente, uno dei mestieri sopra menzionati che avevo principalmente portato avanti: l’avvocato. Anche la professione legale è bella per la qualità espressiva del gioco della parola sempre tenendo presente l’aspetto serio/serioso delle problematiche sottese.