1998

IL CAPITANO E IL FURIERE

Il primo lavoro discografico di un giovanissimo Giuliano “Giulio” Romini, nome originale del cantautore emiliano, pubblicato con l’etichetta New LM Records. Un album che contiene in nuce tutta la creatività di Augusto Re, dimostrando il suo precoce talento da compositore ed interprete.

Crediti

Testi e Musiche: Augusto Re
Arrangiamenti:Augusto Re e Ornella D’Urbano
Chitarre: Larry Tomassini

IL CAPITANO E IL FURIERE

di Augusto Re

Capitano per la prima volta la paura gliela leggo in faccia novità nessuna, nessun assente, qui davanti c’è la “Forza presente”. Capitano fischia il treno e la terra si allontana dalla nostra caserma desolate lande, terre di frontiera, maledetta guerra non ci voleva. Capitano questo sole d’agosto, questo porco sole d’agosto e la sete stanca, la truppa arranca, tutti insieme in questa lunga marcia. Capitano non vogliamo morire di questa morte non vogliamo la fine Capitano ascolta non vogliamo morire, di questa morte non vogliamo la fine. Rulli di tamburi incessanti
Fila di soldati davanti
Soldati in corpi di adolescenti
Ecco la notte che scende ed è subito buio
niente canzoni e risate, ma tende mimetizzate
i soldati stesi come cadaveri: “Che nessuno si muova,
nella notte non provate ad accendervi una sigaretta!”
Ecco il Capitano nervoso che cammina su e giù
con la coscienza di avere fatto bene il proprio dovere
in guerra ti ritrovi ma non sei tu che la vuoi
il Capitano chiede alla truppa:”Lo giurate voi?”

Capitano per la prima volta la paura gliela leggo in faccia
novità nessuna, nessun assente qui davanti c’è la “Forza presente”. Notte di pensieri incessanti
Notte di ricordi davanti
Sparano da tutte le parti.
Bang bang bang e si ritorna bambini per gioco sparavi a un amico ed ora ammazzi il nemico
il rombo di tuono di questo maledetto cannone
e pensi: questa sporca guerra quando finirà? Cazzo Capitano mannaggia dove siamo finiti? in mezzo a questi bombardamenti rimarremo fantasmi
un ammasso di corpi, di resti, senza segni né nomi lei ci chiede in nome della Patria:”Lo giurate Voi?”.
Capitano per la prima volta la paura gliela leggo in faccia novità nessuna, nessun assente qui davanti c’è la “Forza presente”.

I RAGAZZI CHE SI AMANO

di Augusto Re

Si baciano senza respiro
come se ogni bacio fosse d’addio,
si baciano amandosi.
Aggrovigliati come serpenti
sussurrano parole d’amore,
baci e parole.
I ragazzi che si amano vivono di pane e amore
e si scrivono lettere.
I ragazzi che si amano sognano come me
I ragazzi che si amano soffrono come me.
Dimmi che mi ami ancora ti prego piccola mia
Dimmi che mi ami ancora prima di andare via
Dimmi che mi ami ora se no non vai più via.
Sorriderti è come morire
vedere una conchiglia che viene
scaricata dal mare.
Ma sento ancora un brivido lento che sale
se continui a parlare
e i muscoli si contraggono dal male.
I tuoi occhi lontani volano su un aeroplano,
ecco il viaggio organizzato da te.
I ragazzi che si amano soffrono come me.
Dimmi che mi ami ancora ti prego piccola mia
Dimmi che mi ami ancora prima di andare via
Dimmi che mi ami ora anche se è una bugia.

PAZZO

di Augusto Re

Fosse rinato strano come era
immagini che tu non hai
quasi sembrava un pazzo quando stava
sopra i binari steso per terra.
E sempre più distratto diventava
riflessi atipici quei suoi
sforzi per isolare la sua mente
– controcorrente – si sbilanciava con le idee
Lui non rideva mai, non si sentiva come noi
lui non piangeva mai e questa è la sua storia e tutto il resto è sabbia
lui non chiedeva mai.
La sindrome biologica di un dichiarato “Pazzo”
dai medici e da tutti lasciato a se stesso
il volo di un uomo prigioniero del mondo
che lascia la gabbia per raggiungere il cielo
un viaggio nel freddo di un giorno sereno.
Fosse rinato strano come era
immagini che tu non hai
tanto lui era un pazzo e non contava
ma si contava le paranoie.
Lui non urlava mai, non si sentiva come noi
lui non prendeva mai e non voleva niente, guardava l’orizzonte
lui non scappava mai.
La sindrome biologica di un dichiarato “Pazzo”
dai medici e da tutti lasciato a se stesso
il volo di un uomo prigioniero del mondo
che lascia la gabbia per raggiungere il cielo
un viaggio nel freddo di un giorno sereno
E lui non fu più ombra
e la sua carne, nell’aria.

DOVE S’INCONTRANO I SORRISI

Testo di Augusto Re – Musica di Augusto Re e Daniele Guidazzi

E a volte basta un solo sguardo, ma a volte non ti basta un anno
e non sai mai come andrà a finire e noi che non sappiam cosa dire
I tuoi occhi mi hanno acceso l’inverno come uno scontro senza schianto come in un quadro di Van Gogh e i turbamenti che ci sono dentro
e l’inquietudine di questo tempo, davanti all’epoca del trapasso, mi hai ricambiato con un triplice bacio quando a Natale ti ho portata a Parigi dove s’incontrano i sorrisi, dove le notti sono cieli in fiamme,
dove ai giardini dell’amore facevamo sempre tardi.
E a volte bastano pochi sguardi per capire che non sono momenti
e si rivela fallimentare una sposa perplessa all’altare
prigioniero della gelosia in un processo di revisione
i destini dell’Umanità su un acquerello di cartone
… e anche oggi una visione un’invasione di spazzacamini che si riuniscono nelle piazze e protestano in catene
sento già che non mi vuoi più bene,
é troppo facile da intuire
con i messaggi subliminali non si riesce più a tradire…

… e a volte basta un solo sguardo per capire un vero amore e ritrovarsi in un momento dalle stelle alle rose senza bisogno di fuggire via cercare nuove dimensioni creare problemi d’intesa portare mille ragioni… Furono dati sulla bocca i baci degli appuntamenti
e furono frecce veloci lanciate senza bersagli Ma il più bello di tutta la storia,
da una violenta delusione amorosa,
se ne cerca subito un altro se lo prende e se lo sposa. Ma il più bello di tutta la storia,
da una violenta delusione amorosa,
se ne cerca subito un altro se lo prende e se lo sposa. … se lo prende e se lo sposa.

Ma il più bello di tutta la storia da una violenta delusione amorosa se ne cerca subito un altro se lo prende e se lo sposa
Ma il più bello di tutta la storia, da una violenta delusione amorosa se ne cerca subito un altro se lo prende e se lo sposa
… se lo prende e se lo sposa

urono dati sulla bocca i baci degli appuntamenti e furono frecce veloci lanciate senza bersagli

Ma il più bello di tutta la storia da una violenta delusione amorosa se ne cerca subito un altro se lo prende e se lo sposa
Ma il più bello di tutta la storia, da una violenta delusione amorosa se ne cerca subito un altro se lo prende e se lo sposa
… se lo prende e se lo sposa

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